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IMAGACT

PAR FAS REGIONE TOSCANA Linea di Azione 1.1.a.3
 
Partners
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE (Dipartimento di Italianistica) - UNIFI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA (Dipartimento di Scienze della Comunicazione) - UNISI
CNR (Pisa, Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli”) - CNR(ILC)

Contatti
Prof. Massimo Moneglia, Università di Firenze - LABLITA, P.za Savonarola, 1

Abstract
Il problema dei verbi di azione
I verbi di azione contengono l’informazione essenziale che serve per dare senso alle frasi, ma la loro semantica nei linguaggi naturali non permette di specificare quale azione questi indichino, in quanto tali verbi sono quasi sempre “generali”, cioè si estendono ad azioni diverse. Per esempio in italiano il verbo “prendere” varia su circa 10 tipi ontologici di azione, tra i quali “prendere il gatto (da Maria)” o “prendere il gatto (che scappa)”. La tabella allegata indica attraverso una immagine le azioni a cui questo verbo italiano si applica. Inoltre ogni lingua categorizza l’azione a suo modo. Per esempio in inglese “to take” è tradotto in italiano con “prendere”, in azioni appartenenti al tipo “John takes the cat (from Mary)” ma è tradotto con “portare” in azioni del tipo “John takes the cat (to Mary)”. Di contro il verbo “prendere” è tradotto con il verbo inglese “to catch” quando si riferisce ad azioni del tipo “Mario ha preso il gatto (che scappa)”. Di nuovo la tabella esemplifica le correlazioni tra le espressioni scelte dalle varie lingue per ogni tipo azionale. Dato che la maggior parte dei verbi di azione comunemente usati nelle lingue sono generali, questi causano problemi capitali per la traduzione e per l’acquisizione delle seconde lingue. E’ esperienza comune l’inaffidabilità degli strumenti di traduzione automatica di fronte a frasi semplici come le precedenti. Parallelamente i parlanti non madrelingua, anche per riferirsi alle azioni più quotidiane, hanno grande incertezza nella scelta dei verbi di azione, peraltro ad altissima frequenza nel parlato e quindi fondamentali per la sicurezza della comunicazione. Gli strumenti linguistici a disposizione non aiutano molto in queste decisioni, piuttosto affidate all’intuizione e alla stratificazione dell’esperienza. Infatti le corrispondenze verbali da lingua a lingua, necessarie per la categorizzazione delle azioni, non possono essere predette con sicurezza, in quanto richiedono una conoscenza ontologica sistematica che non è a disposizione. Sia i dizionari tradizionali sia le moderne ontologie riferiscono solo in modo frammentario la variazione delle azioni predicate dai verbi e, soprattutto nei dizionari bilingui, non c’è certezza che gli utenti siano in grado di selezionare, tra gli usi censiti, quelli analoghi agli eventi di loro interesse. Ne consegue una notevole difficoltà per gli apprendenti, soprattutto nelle prime fasi del processo di acquisizione e nell’uso pratico della lingua, che si concentra specificamente sul lessico verbale.
L'ontologia interlinguistica dell'azione
Le attuali conoscenze sulla semantica dei linguaggi naturali e le risorse linguistiche a disposizione della comunità scientifica consentono però di ipotizzare notevoli avanzamenti, sia di conoscenza che infrastrutturali, con benefici, anche per l’acquisizione delle lingue, specialmente quando la lingua dell’apprendente ha minore tradizione di scambio culturale con l’italiano, come accade con la nuova immigrazione. Da un punto di vista teorico, infatti, si può notare che l’applicazione dei verbi ai vari tipi azionali nella loro estensione è produttiva e dovrebbe quindi essere predicibile. Per esempio “prendere” e “to catch” si applicano a tutte le occorrenze del tipo azionale precedente, indipendentemente dagli argomenti sui quali si esercita l’azione. Gli esempi nella tabella allegata, tratti da casi reali, mostrano chiaramente che le traduzioni procedono parallele in tutte le istanze di un tipo ontologico, per cui la traduzione non è un problema una volta che il tipo sia stato individuato. Ma l’ontologia dell’azione che dovrebbe contenere tali tipi non è disponibile e quindi la variazione semantica dei verbi di azione sia a livello intra-linguistico che cross-linguistico non può essere inferita dalle attuali infrastrutture linguistiche. IMAGACT utilizzerà metodologie sia corpus based che competence based per estrarre da corpora di lingua parlata attualmente disponibili per l’italiano e l’inglese i tipi ontologici azionali ad alta probabilità di occorrenza e la loro codifica linguistica. Il progetto produrrà Ontologia Interlinguistica dell’Azione attraverso un metodo innovativo, non dipendente dalla lingua di origine, basato sul riconoscimento di immagini prototipiche, metodo che sarà sfruttato per lo sviluppo dello spagnolo e del cinese all’interno del progetto, e in linea di principio per lo sviluppo di qualsiasi lingua. Sulla base degli studi preliminari è possibile prevedere che l’infrastruttura conterrà circa 3000 tipi di azione ad alta frequenza nella vita quotidiana, identificati attraverso immagini in movimento, mappati su circa 500 entrate lessicali per lingua implementata.
L'interfaccia utente: "Dall'immagne al linguaggio"
L’Ontologia Interlinguistica, attraverso la sua interfaccia utente, permetterà di decidere quale verbo di una lingua non conosciuta si applica ad un tipo di azione senza passare per un processo di traduzione. Il linguaggio universale delle immagini consentirà infatti di riferirsi direttamente alle azioni rappresentate e queste potranno essere associate automaticamente alle scelte linguistiche. Le lingue implementate saranno scelte tra quelle a largo impatto nella società globale; oltre all’italiano, in particolare l’inglese, lo spagnolo e il cinese mandarino. L’infrastruttura, rilasciata come prototipo all’interno di un servizio di rete accessibile o in un ambiente di e-learning, sarà inoltre disegnata in modo tale da poter crescere in funzione del suo uso sia in termini di numero di concetti sia in termini di lingue implementate (francese, tedesco, arabo, indi, ecc.).
Impatto
IMAGACT porterà certamente conoscenze innovative in settori tecnologici (modellamento dei sistemi di robotica, intelligenza artificiale, ambient intelligence, interazione uomo macchina), ma più in particolare sarà disegnata per poter essere applicata e testata in scenari propri dell’educazione, quali la traduzione assistita e l’acquisizione della seconda lingua da parte di apprendenti di qualsiasi provenienza. Un emigrante che deve scegliere quale sia il verbo italiano per uno dei tipi di azione nella tabella allegata, non dipenderà più dal confronto con la sua lingua, come avviene nei dizionari bilingui, ma potrà riferirsi direttamente alle immagini dell’ azione di suo interesse e ottenere in risposta il verbo italiano necessario. Ciò faciliterà fortemente il processo di acquisizione in particolare per gli apprendenti della lingua italiana che hanno scarso accesso agli strumenti linguistici tradizionali e che necessitano di una mediazione culturale fortemente intuitiva.

Creato da admin
Ultima modifica 06 March 2013, 15:41
 
 


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