Le parole dello schermo
Rossi F. fab.ros67@aliceposta.it
Le parole dello schermo applica gli strumenti della linguistica all’analisi del parlato filmico, con l’intento di individuare tratti propri del mezzo cinematografico (come la tendenza alla semplificazione e alla stereotipizzazione) e tratti in comune con il parlato spontaneo (come la tendenza alla riduzione delle unità sintattiche e dialogiche).
Il periodo preso in esame (1948-1957), mediante l’analisi capillare di sei film emblematici (Ladri di biciclette, Catene, Nata ieri, Totò a colori, Le amiche, Poveri ma belli), è cruciale non soltanto nella storia mondiale del cinema, ma anche nella storia della lingua italiana contemporanea.
Questo libro fa luce su uno degli aspetti stranamente più trascurati dai linguisti: i dialoghi dei film. E, grazie al cinema come osservatorio privilegiato, aiuta a definire uno dei campi d’indagine più problematici degli ultimi anni: la comunicazione parlata.
La ricchezza di dati forniti, la sistematicità dei confronti tra parlato filmico, parlato spontaneo e lingua scritta e l’assunzione delle teorie più recenti ne fanno un testo di riferimento sulle ultime acquisizioni della linguistica pragmatica e testuale, senza però rinunciare alla chiarezza (e si veda a tale scopo il glossario finale) e alla sintesi necessarie per lettori anche non linguisti.
Il periodo preso in esame (1948-1957), mediante l’analisi capillare di sei film emblematici (Ladri di biciclette, Catene, Nata ieri, Totò a colori, Le amiche, Poveri ma belli), è cruciale non soltanto nella storia mondiale del cinema, ma anche nella storia della lingua italiana contemporanea.
Questo libro fa luce su uno degli aspetti stranamente più trascurati dai linguisti: i dialoghi dei film. E, grazie al cinema come osservatorio privilegiato, aiuta a definire uno dei campi d’indagine più problematici degli ultimi anni: la comunicazione parlata.
La ricchezza di dati forniti, la sistematicità dei confronti tra parlato filmico, parlato spontaneo e lingua scritta e l’assunzione delle teorie più recenti ne fanno un testo di riferimento sulle ultime acquisizioni della linguistica pragmatica e testuale, senza però rinunciare alla chiarezza (e si veda a tale scopo il glossario finale) e alla sintesi necessarie per lettori anche non linguisti.
Bulzoni Roma
1999